Il nostro cuore ha uno specifico sistema di conduzione dell’impulso elettrico, che ne permette la regolare contrazione e successivo rilasciamento: il ciclo cardiaco, che corrisponde ad un battito cardiaco. Il numero di battiti del cuore in un minuto si definisce frequenza cardiaca.

Normalmente un adulto a riposo ha una frequenza cardiaca compresa fra i 60 ed i 100 bpm (battiti per minuto).

Quando il cuore batte in modo irregolare, troppo veloce o troppo lento, si parla di aritmia, cioè di una alterazione del ritmo cardiaco.

I fattori che possono causare, direttamente o indirettamente, alterazioni del ritmo cardiaco sono molti e includono sia aspetti connessi con gli stili di vita, quali esercizio fisico, stress, nutrizione scorretta, fumo e eccesso di alcolici, sia malattie cardiovascolari, febbre, squilibri elettrolitici che alcuni farmaci.

Si parla di bradicardia, quando a riposo si ha una frequenza cardiaca più lenta del normale.

Si parla invece di tachicardia, quando a riposo si ha una frequenza cardiaca più veloce del normale.

La forma di aritmia più semplice e comune è la così detta extrasistole, che significa letteralmente “battito aggiunto”. Possono nascere nella parte superiore del cuore (atri) o in quella inferiore (ventricoli); sono molto diffuse nella popolazione, quasi sempre del tutto innocue, e spesso asintomatiche.

Altre forme di aritmia che interessano la parte superiore del cuore sono le aritmie sopraventricolari: la fibrillazione atriale, il flutter atriale e la tachicardia parossistica sopraventricolare.

La fibrillazione atriale è causata da impulsi elettrici disordinati e irregolari presenti nelle camere superiori del cuore (atri), che causano la contrazione rapida, irregolare, debole e non coordinata degli atri; ciò può comportare una diminuzione della contrazione ed un rallentamento o persino una stagnazione del flusso sanguigno.

Rappresenta il tipo più comune di tachicardia. Colpisce circa l’1-2% della popolazione, in particolare gli anziani. È rara tra i giovani, ma si manifesta nel 5% delle persone di oltre 65 anni e nel 10% degli ultraottantenni. La fibrillazione atriale può essere temporanea e risolversi spontaneamente oppure può diventare più frequente e richiedere un intervento medico per la risoluzione oppure può divenire una condizione permanente.

A volte, la fibrillazione atriale non provoca sintomi particolari, ma altre volte può essere percepita con le palpitazioni (sensazione che il cuore batta con forza, in modo irregolare), debolezza, vertigini e difficoltà a respirare.

A differenza della fibrillazione atriale, dove la frequenza cardiaca è generalmente rapida e irregolare, si ha poi una condizione, molto meno frequente: il flutter atriale, nella quale la frequenza cardiaca è generalmente rapida ma può essere sia regolare che irregolare. Cause e possibili complicanze sono tuttavia le medesime nelle due condizioni.

La tachicardia parossistica sopraventricolare è una condizione caratterizzata da una frequenza cardiaca regolare e veloce (maggiore di 100 battiti al minuto) che inizia e si arresta improvvisamente (forma parossistica) e che ha origine nelle camere superiori del cuore (atri) o dal punto di collegamento elettrico tra camere superiori e inferiori (giunzione atrio-ventricolare). La tachicardia parossistica sopraventricolare è più frequente tra i giovani ed è più fastidiosa che pericolosa. Nella maggior parte dei casi è legata alla presenza di un “corto-circuito” elettrico del cuore (circuito di rientro) che, in presenza di condizioni che la favoriscono (ad esempio uno sforzo fisico importante), si attiva dando origine alla tachicardia. Più raramente, l’aritmia è invece dovuta alla attivazione molto rapida di un gruppo di cellule (focus) localizzate in un’area differente da quella da dove normalmente si genera l’attività elettrica del cuore (nodo del seno).

Le forme di aritmie che interessano la parte inferiore del cuore sono le aritmie ventricolari: la tachicardia ventricolare e la fibrillazione ventricolare.

Nel caso di tachicardia ventricolare, il battito cardiaco è ritmico e molto rapido, può durare per pochi battiti o più a lungo (tachicardia ventricolare sostenuta). Quest’ultima rappresenta un’emergenza medica perché il cuore non riesce a pompare sangue in circolo in modo adeguato e perché può degenerare in fibrillazione ventricolare, il cui esito è spesso fatale. Di solito, all’origine c’è un serio disturbo del cuore, ma può insorgere anche in individui sani.

La fibrillazione ventricolare è un’aritmia caratterizzata da contrazioni rapide, inefficaci ed irregolari dei ventricoli che non riescono a contrarsi in maniera efficace per pompare il sangue in circolo ed è considerata tra le cause principali di arresto cardiaco o di morte cardiaca improvvisa. La morte può intervenire nell’arco di pochi minuti, a meno che non si intervenga con un defibrillatore, un apparecchio dotato di due piastre che, appoggiate sul torace del paziente, erogano uno shock elettrico che può mettere fine a questa aritmia. La fibrillazione ventricolare si può verificare a seguito di un infarto.

Nelle aritmie, unitamente ai possibili trattamenti e terapie per prevenirne le complicanze prescritte dal proprio medico, è altrettanto importante uno stile di vita sano e una dieta sana ed equilibrata.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno uno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere e le spiegazioni del tuo medico.

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