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Dare priorità alle malattie cardio-cerebrovascolari.

EVENTO DIGITALE – Giovedì 3 Dicembre 2020 – 
La pandemia ha avuto e continua ad avere effetti negativi sulla salute dei pazienti con malattie cardio e cerebrovascolari.
In Italia le malattie cardio-cerebrovascolari continuano a rappresentare la prima causa di mortalità, e sono anche caratterizzate da un elevato burden economico, stimato in circa 21 miliardi di euro (16 legati a costi diretti e 5 a quelli indiretti). I costi indiretti non sono legati solamente alla perdita di produttività ma anche alle spese sostenute dal sistema previdenziale, dal momento che queste patologie si confermano tra le principali cause di invalidità.

Durante questa seconda ondata della pandemia gli esperti evidenziano il rischio di avere un aumento della mortalità e della disabilità superiore a quello della prima ondata, a causa del rinvio di visite, controlli e ricoveri per interventi di angioplastica coronarica e di altre procedure elettive, come ad esempio la Tavi e i pacemaker. Alcuni numeri della prima ondata segnalavano già: un aumento di 3 volte (dal 4,1% al 13,7% nel periodo 12-19 marzo 2019 vs. 2020), un calo dei ricoveri (-60% per ictus, -53% per scompenso cardiaco, -29% per malfunzionamento di pacemaker), una riduzione degli interventi chirurgici e dell’attività ambulatoriale all’interno degli ospedali.
Quali interventi attuare nel breve e medio termine?

L’iniziativa è realizzata da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Fondazione Italiana per il Cuore e con il contributo di Amgen, Daiichi Sankyo ed Edwards Lifesciences.

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