Project Description

Analisi delle conversazioni in internet in area cardiovascolare.

Il web 2.0 ha cambiato la percezione e la fruizione di Internet che da semplice fonte di notizie è diventato un luogo di scambio di informazioni ed esperienze multidirezionali. La quantità di dati reperibili online è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni, rendendo il web una delle più ricche fonti di informazione anche sui temi della salute. Infatti, oltre l’80% degli italiani cerca informazioni sulla salute e 7 persone su 10 le cercano sul web.

Il web e i social media rappresentano dunque fonti innovative di raccolta di informazioni sulla salute, e facilitando le interazioni, la condivisione di esperienze e gli scambi di informazioni sono in grado di influenzare i comportamenti relativi alla salute.

 Da questo è nata l’esigenza di condurre un’analisi sistematica sul web, “Il cuore batte nel web”, realizzata da IQVIA per conto di Sanofi, in collaborazione con la Fondazione Italiana per il Cuore, che analizza i volumi e i temi delle conversazioni on-line sulla salute cardiovascolare, con un’attenzione anche all’esperienza dell’emergenza sanitaria.

Lo studio si basa su un approccio di analisi dell’ascolto del web longitudinale, finalizzato ad analizzare e confrontare le discussioni sul web raccolte prima della pandemia COVID-19, nel periodo febbraio 2018 – febbraio 2020, con quelle verificatesi durante la prima ondata pandemica in Italia, da marzo a luglio 2020.

È significativo il confronto su quanto le persone hanno cercato informazioni sulle patologie che riguardano il cuore nel periodo pre e post COVID.
In Italia, durante l’intero arco di tempo dello studio, le conversazioni Web associate ad argomenti di salute si sono concentrate principalmente su vaccini e tumori e le discussioni sulle malattie cardiovascolari (circa 235.000 conversazioni) sono state solo al 5° posto. I temi principali delle conversazioni hanno riguardato sintomi (25%), trattamenti (18%), cause di malattia (14%), qualità della vita (13%). Le conversazioni sulla prevenzione sono state marginali (solo il 5%). Durante il periodo di pandemia gli argomenti di discussione si sono concentrati sul crescente rischio di COVID-19 per le persone con comorbidità CV, sul rischio legato alle terapie CVD e sulle difficoltà e ritardi nell’accesso agli ospedali. Oltre l’80% dei pazienti non era soddisfatto della propria esperienza di cura e tale insoddisfazione è cresciuta più forte durante la pandemia durante la quale prevalgono i sentimenti negativi rafforzati dalla difficoltà di contatto e relazione con il medico durante l’emergenza. In questo periodo, ansia, frustrazione, paura e depressione erano i sentimenti principalmente menzionati. Un buon rapporto con i medici (empatia, comprensione) è stato indicato dai pazienti come elemento chiave per favorire un’esperienza positiva e un maggior coinvolgimento nella cura.

 I dati dell’analisi sono stati presentati in conferenza stampa il 29 settembre 2020 in occasione della Giornata Mondiale per il Cuore alla quale hanno preso parte:

● Isabella Cecchini – Head of Primary Market Research, IQVIA
● Giuseppe Ciancamerla – Presidente Conacuore
● Emanuela Folco – Presidente Associazione Fondazione Italiana per il Cuore
● Paolo Magni – Università degli Studi di Milano; Associazione Fondazione Italiana per il Cuore
● Katia Massaroni – General Medicines Medical Head, Sanofi
● Moderatore – Maria Rita Montebelli, Cardiologa e giornalista scientifica

Questa iniziativa educazionale è stata realizzata grazie al contributo non condizionante di:

Materiale

Condividi

Sostieni la Fondazione Italiana per il Cuore

a favore della Prevenzione e della Ricerca Cardiovascolare

La Associazione Fondazione Italiana per il Cuore raccoglie fondi da destinare alla ricerca e alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Le donazioni sono interamente deducibili dalla dichiarazione dei redditi in quanto destinati ad Ente di ricerca individuato dal D.P.C.M. 25/02/09 (art. 14/1 D.L. 14/03/05 n.° 35 e art. 1/353 Legge 23/12/05 n.° 266).

COME DONARE