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L’eredità cardiovascolare della COVID-19 – il momento di agire per l’UE è adesso.

Bruxelles, 25 giugno 2020.
La Società Europea di Cardiologia (ESC) e lo European Heart Network (EHN), di cui la Fondazione Italiana per il Cuore è membro, lanciano “Combattere le malattie cardiovascolari – Un progetto per l’azione dell’UE”, durante un incontro con il Commissario Europeo per la salute Stella Kyriakides e i membri del Parlamento Europeo.
La richiesta di azioni coraggiose e urgenti da parte dell’UE per far fronte al crescente carico di malattie cardiovascolari (MCV) è ancora più urgente nel contesto della COVID-19.

Prima dello scoppio della pandemia, l’onere delle MCV era già maggiore di quello di qualsiasi altra malattia e, ancora oggi, rappresenta la principale causa di morte in Europa e nel mondo.

La pandemia peggiorerà questo scenario già cupo.
Oltre 60 milioni di persone sono affetti da MCV nell’UE, e quasi 13 milioni di nuovi casi di MCV vengono diagnosticati ogni anno. Le MCV rappresentano il 36% di tutti i decessi e sono una delle principali cause di morte prematura, con circa il 20% della mortalità prima dei 65 anni causato da MCV nell’UE.
Con il legame fatale tra COVID-19 e malattie cardiovascolari accertate, non c’è tempo da perdere se non vogliamo vedere la morbilità e la mortalità delle MCV salire alle stelle per i seguenti motivi:

  • Le malattie cardiache sono tra le condizioni di salute preesistenti più comuni nelle persone che muoiono infettate dal virus.
  • COVID-19 innesca una risposta infiammatoria che può danneggiare il cuore e i vasi sanguigni e aumentare il rischio di coagulazione del sangue, causando infarti, ictus ed embolia polmonare.
  • Il rinvio di interventi chirurgici al cuore e altre procedure elettive ha portato anche ad un aumento delle morti prevenibili e della disabilità, oltre ad un accumularsi dei tempi di attesa che sarà difficile da riassorbire e da gestire

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